Dopo aver lasciato alle spalle il Lago Maggiore, Mergozzo e Ornavasso, si raggiunge Piedimulera, paese di accesso per la Valle Anzasca.
Salendo e percorrendo la strada interamente accompagnata dall’Anza, il torrente di valle, si possono ammirare i diversi Comuni e le loro pittoresche frazioni, ricchi di tradizioni e cultura.
Il primo che si incontra è Calasca Castiglione, che nella frazione di Antrogna custodisce una splendida chiesa rinascimentale dedicata a S. Antonio Abate, denominata “la Cattedrale fra i boschi” per il suo ricco complesso architettonico e i preziosi affreschi. Proseguendo si attraversano gli abitati di Bannio e di Anzino, distinti tra loro ma uniti sotto l’omonimo comune. Bannio è sempre stato considerato come il paese più importante della valle come sede amministrativa e civile, tanto che ancora oggi ospita gli uffici della Comunità Montana Monte Rosa. Nel comune di Bannio Anzino è presente un gruppo molto attivo che gelosamente custodisce una tradizione storica tramandata sin dal 1600, il Gruppo della Milizia Tradizionale. Organizzato in una speciale società, si occupa della custodia delle preziose divise originali e svolge da secoli un importante ruolo devozionale (festeggiamenti della Madonna della Neve ogni 5 agosto, data di solenne voto dei paesani per protezione contro la peste). Continuando
si attraversano altri due piccoli comuni, Vanzone e Ceppo Morelli, per poi giungere infine al paese alla testata della valle, Macugnaga. 

Macugnaga si presenta come un paese delle fiabe. Culturalmente staccato dagli altri paesi, conserva in ogni suo angolo tradizioni tipiche di una popolazione straniera e diversa da quella che abita le terre sottostanti, che per molti secoli ha faticato per vivere a quote elevate e in terre difficili: questi sono i Walser.
La popolazione walser è considerata una vera e propria colonia di emigrati, che nel XIII secolo si sono spostati dall’Altopiano della Valle di Goms in Svizzera (Vallese), per raggiungere le alte località della Val d’Ossola (Macugnaga, Ornavasso, Migiandone, Formazza, Agaro, Salecchio, Ausone) alla ricerca di nuove terre da sfruttare e dove poter vivere. A Macugnaga oggi non si vive solo di pastorizia e agricoltura, così come è raro sentir parlare il tipico dialetto walser. Il paese si è ben specializzato diventando un’ottima stazione turistica in grado di intrattenere i visitatori sia durante il periodo invernale, grazie ai numerosi impianti sciistici, sia durante la bella stagione estiva.
Avendo ai suoi piedi la splendida parete est del Monte Rosa, è infatti uno dei principali punti di partenza per la risalita delle principali cime del celebre complesso montuoso e delle più spettacolari passeggiate in alta quota. Poco sotto Macugnaga, scendendo a valle, potrebbe essere interessante una visita alla Miniera d’Oro della Guia, un’antica miniera utilizzata per l’estrazione dell’oro, oggi museo naturale a cui si può accedere esclusivamente con guide autorizzate.

 

 

 

MACUGNAGA AND THE ANZASCA VALLEY

After having left Lake Maggiore, Mergozzo and Ornavasso behind, you come to Piedimulera, the doorway to the Anzasca Valley.

Travelling up the winding road, alongside the river Anza which flows through the valley, you pass through many quaint little villages which have kept their old traditional customs.The first one you come to is Calasca Castiglione. There’s a beautiful Renaissance church dedicated to Saint Antonio Abate in an area of Calasca Castiglione called Antrogna. Because of its magnificent frescos and also the opulence of its architectural structure, it is also known as “The Cathedral in the Woods”.Going further up the valley you pass through two little hamlets, Bannio and Anzino. Even though they are two separate villages, they come under the same name, Bannio Anzino. Bannio has always been considered the most important civic and administrative centre in the valley and today, in fact the “Mount Rosa Mountain Community” offices are to be found there.There’s an extraordinary group in Bannio Anzino, the “Milizia Tradizionale”( Traditional Army). It’s a type of association which has proudly been handing down a tradition from generation to generation ever since 1600. Its duty is to take respectful care of the original precious  military uniforms and also to take part  in a solemn  festivity which occurs on the 5th August every year. On this occasion the villagers pray to the “Madonna della Neve” asking for protection against the plague.

Travelling further on, after passing through two other little villages, Vanzone and Ceppo Morelli, you finally reach Macugnaga at the top of the valley.

 Macugnaga  seems like a village out of a fairy tale. Culturally, it is completely different from all the villages further down the valley. In every single nook and cranny you are aware of a typical foreign tradition, of a people who fought for survival in such a difficult land and at such a high altitude. They are The Walsers. The Walser populations emigrated from the alpine pastures in the “Valle di Goms” in Switzerland to settle in  Val d’ Ossola (Macugnaga, Ornavasso, Migiandone, Formazza, Agaro, Salecchio and Ausone) in the hope of finding a new land to live in and to exploit. Nowadays Macugnaga no longer depends on agriculture and stock raising and you rarely hear anyone speaking the Walser dialect. In fact, it has developed over the years and is now a delightful tourist resort offering attractions both in winter, thanks to it’s ski slopes, and also during the summer period.

The magnificent east face of Mount Rosa rises from Macugnaga and invites mountaineers and hikers to attempt the ascents up to the main peaks of this famous mountain chain, offering some of the most spectacular  high altitude walks.

 

WE SUGGEST YOU VISIT

The Walser MuseumA typical 16th century style house which has been transformed into a museum in an area of Macugnaga called Borca. Apart from the building in itself,  you can also admire the work tools, ornaments and antique furniture used daily by the Walsers many years ago.·        

The Mountain MuseumThe Mountain Museum is set inside a recently restored, 18th century barn. It exhibits a collection of ancient implements and tools used by some of the first mountaineers  to ascend Mount Rosa, interesting relics of mountain tragedies and some reminders of the Walser community  which lived in the area.· 

The Old Linden TreeThis ancient Linden tree has been standing in an area  of Macugnaga called Staffa  for over 8oo years. Generation after generation met under its boughs to discuss community life matters. Markets were set up and goods were exchanged around it. It stands and silently whispers distant stories of a strong proud people.· 

The Guia Gold MineThe old Guia Gold Mine has been closed down but is now used as a natural museum. Visits are allowed only with a guide.

 

 
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