Valli Antigorio Divedro Formazza

Da Domodossola, percorrendo verso nord la strada statale 33 del Sempione, si raggiunge una piccola località prettamente commerciale denominata Preglia, la più grossa frazione del Comune di Crevoladossola. Si è entrati, ora, in un nuovo paesaggio del territorio ossolano, in particolare nel comprensorio distrettuale della Comunità Montana Antigorio Divedro Formazza, nella cui giurisdizione sono conglobati i paesi e le valli dell’alta Val d’Ossola del sud delle Alpi. Valli Antigorio Divedro Formazza

Crevoladossola, comune composto da numerose e pittoresche frazioni, vanta una chiesa romanica del XIII sec. dedicata ai Santi Pietro e Paolo, della cui forma originale è stato interamente conservato il campanile di bifore e monofore. Proseguendo la strada di valle, attraversando fitti boschi di castagni, si raggiunge la frazione Oira, celebre località ossolana denominata anche “giardino” per la sua particolare disposizione al sole che ne favorisce le coltivazioni, e conosciuta in particolar modo per la produzione del “Cat d’Matè”, un vino tipico ossolano che accompagna formaggi e i piatti tipici locali. Valli Antigorio Divedro Formazza

Da Oira, spostando lo sguardo leggermente a destra, si intravede la punta di un alto campanile e un raggruppamento di case; quel paese è Montecrestese, uno dei più antichi comuni dell’Ossola. Come per le altre comunità, anche Montecrestese è composto da numerose piccole borgate, all’interno delle quali sono gelosamente conservati vecchie costruzioni, sia pubbliche che private, che sono considerate un vero e proprio patrimonio monumentale, una testimonianza vivente e silenziosa di questa antica comunità romanza abitata sin da tempi più remoti. Interessanti da vedere, infatti, sono i resti di un Tempietto Lepontico in frazione Roldo e alcuni Menir in loc. Croppola.

Proseguendo in direzione nord, all’uscita di una stretta galleria scavata nella montagna, il panorama cambia e ci si ritrova improvvisamente immersi in una lunga valle racchiusa da alte montagne, la Valle Antigorio e Formazza (o Valli Antigorio e Formazza). Il primo paese che si incontra è Crodo, uno dei comuni ossolani più ampi e, come Bognanco, sviluppato nel settore termale. In questo luogo, infatti, nella loc. Bagni, sorge un enorme stabilimento per la produzione di acqua minerale e bibite ricavate dall’acqua della famosa sorgente Lisiel, nonché di un ampio parco per le terapie termali. Queste importanti acque hanno dato origine anche ad uno degli aperitivi analcolici più famosi d’Europa, il “Crodino”, prodotto solo ed esclusivamente sul posto. Valli Antigorio Divedro Formazza

Dopo Crodo si raggiunge Baceno, il cui benvenuto viene dato dall’imponente Chiesa Parrocchiale di San Gaudenzio (X sec.), un importante edificio religioso ricco di affreschi e strutture architettoniche di epoche differenti, nominato Monumento Nazionale e recentemente illuminato con giochi di luce ad effetto che lo rende simile ad un “palazzo di ghiaccio”. Da Baceno la strada si divide in due direzioni: a sinistra si raggiunge il Parco Naturale dell’Alpe Devero, mentre a destra si sale fino alla Comunità Walser di Formazza.
Formazza, in gergo “Pomattal”, è la più antica colonia fondata dai Walser durante le migrazioni del XIII sec. oltre i confini del Vallese attraverso il Passo del Gries, è un cuneo profondo nel cuore delle Alpi Centrali, luogo di nascita del fiume Toce attraverso la Cascata del Toce (143 m.), il salto più bello d’Europa. Questa posizione cruciale ha sempre offerto alla valle un ventaglio di comunicazioni, attraverso la Svizzera, con l’Europa nord-alpina. Formazza si è governata per secoli come una piccola “repubblica” indipendente, diretta da propri regolamenti e leggi rigorosamente osservati all’interno della Comunità. Oggi si presenta come una località di alta montagna prettamente turistica; nei villaggi sorgono alberghi e ristoranti tipici. Gli abitanti sono impegnate nel settore alberghiero oppure come guide alpine o accompagnatori esperti. Spettacolari sono le numerose ascensioni alle cime alpine che raggiungono quote tra i 2.500 – 3.000 m di altitudine.

L’Ente Parco Veglia Devero è stato istituito nel 1991 per la salvaguardia naturalistica di questi due importanti alpeggi, che oggi sono diventati un’attrazione turistica per gli appassionati di passeggiate e trekking in alta quota. Dopo aver attraversato le località Croveo e Goglio, si arriva ad un ampio parcheggio recentemente costruito dove poter lasciare le autovetture. Da quel punto a pochi metri ci si affaccia sulla splendida piana di Devero, dotata anche di impianti di risalita sciistici per il periodo invernale. A Devero la celebre passeggiata raggiunge l’Alpe Crampiolo e la diga di Codelago, ma per gli esperti si aprono numerose passeggiate in alta quota di ogni qualità e livello. L’accesso all’Alpe Veglia, al contrario di Devero, è da San Domenico di Varzo, in Valle Divedro, località facente sempre parte del territorio della stessa Comunità Montana.
Varzo è un pittoresco paese costruito a monte rispetto alla strada che la percorre e funge da capoluogo di valle; nel centro storico si possono visitare la chiesa parrocchiale di San Giorgio e la Torre Medievale del XIII secolo. A San Domenico, frazione di Varzo, sono presenti attrezzati impianti sciistici che da m 1420, attraverso una seggiovia, raggiungono i 2551 m di altitudine. La conca di Veglia è un alpeggio conservato integralmente in ogni sua forma naturale; all’interno del parco è addirittura conservata una sorgente di acqua minerale frizzante. Negli ultimi anni l’Ente Parco e la Regione hanno attuato una serie di importanti iniziative legate alla conoscenza e alla valorizzazione della flora e fauna del parco, nonché una serie di gite organizzate con accompagnatori professionisti

The Antigorio, Divedro and Formazza Valleys

Travelling northwards from Domodossola along the main Simplon road, you come across Preglia, a small, essentially commercial village yet the largest in  the Council of Crevoladossola. You are now going to discover a different type of landscape, in a district where all  the little villages and valleys in upper Val d’Ossola, south of the Alps come under the wing of the “Antigorio, Divedro and Formazza Mountain Community”.

The Council of Crevoladossola is made up of lots of little quaint villages and, Crevoladossola itself prides itself in its 13th century Romanic Church dedicated to Saint Peter and Saint Paul. Its mullion windowed bell tower has been well preserved over the years. Following the valley road which meanders through thick chestnut woods you reach Oira, a popular Ossola hamlet, especially renowned for it’s “Cat d’Matè”, a typical wine which goes down well with local cheeses and other Ossola dishes. Oira is also nicknamed “the garden” as its sheltered, sunny  position is ideal for the growth of lush cultivations.

If you gaze slightly to the right from Oira , in the distance you can glimpse the tip of a very high steeple with a few old buildings huddled around it. This is one of the oldest villages in Ossola – Montecrestese. Like many other communities, Montecrestese is made up of numerous little hamlets where ancient buildings, both public and private, are jealously looked after, being considered a true monumental heredity, a silent yet live testimonial to that ancient Roman community from years gone by. It would be interesting to visit the little Lepontic  Temple in the village of Roldo and a few Menhir  in Croppola.Continuing the journey northwards, after going through a narrow tunnel dug out of solid rock , suddenly you find yourself in a long deep valley with mountains soaring up on either side. The Antigorio and Formazza Valleys.

The first town you encounter is Crodo, one of the largest towns in Ossola and, like Bognanco, its main activity is based on a spa. In fact, a large factory  stretches out in an area called  Bagni  which, by exploiting the water which gushes from the famous “Lisiel” spring, produces and bottles mineral water and other soft drinks. It’s thanks to this Spring water that the “Crodino” ,a non alcoholic aperitif produced exclusively in Crodo, has become famous all over Europe.  The magnificent gardens nearby are a perfect setting for thermal spa therapy.

The imposing parish church “San Gaudenzio” (10th century) welcomes you to Baceno,  Crodo’s  neighbouring village. An extremely important religious building, now a National Monument, rich in frescos and architectural structures from different periods in the past. Floodlights illuminate this church by night and the effect is so enchanting that it looks like an “Ice-palace”. At Baceno the road forks out into two different directions. By taking the left fork you reach the Natural Park “Alpe Devero” while the right fork takes you up as far as the Walser Community in Formazza.

Formazza, in local dialect “Pomattal,” a wedge shaped valley which cuts deep into the Central Alps and where the river “Toce” has its origin, rising from one of the highest and  most breathtaking waterfalls in Europe “La Cascata del Toce” with a drop of  143 metres. Formazza was the oldest colony founded by the Walsers. They migrated from Canton Valais in Switzerland, crossing over the “Griess Pass” and settling in this  alpine  village during the 13th century. For many centuries Formazza was self governing, an independent republic having  its own rules and regulations which the villagers observed attentively and its position was fundamental for communications between Italy and Europe, north of the Alps. Nowadays Formazza is mainly a mountain tourist resort with impressive hotels and quaint restaurants to be found in all its little villages and the inhabitants who are not involved in catering are either alpine guides or expert mountaineers. There are numerous exhilarating climbs which take you up to an altitude of 2,500 to 3,000 metres.

In 1991 the “Veglia Devero Natural Park Association” was formed so as to protect the natural beauty of these two magnificent alpine pastures which have now become major tourist attractions offering spectacular walks, trekking and climbing at high altitudes. Leaving Baceno,  the road winds  past the little hamlets of Croveo and Goglio eventually arriving at a spacious car park where you can leave your car. A few yards on foot and the “Alp Devero” plain appears in all its splendour. Not only does Alpe Devero offer ski slopes in winter but also delightful walks for all tastes all year round. Alp Crampiolo and the Codelago Dam are two of the favourite excursions. Valli Antigorio Divedro Formazza

In order to reach “Alp Veglia” by car, however, you have to follow another route through the Divedro valley as far as  San Domenico in a town called Varzo. This is still part of the same Mountain Community. Varzo is a pretty little town nestled on the mountain slope above the main road. In the old part of the town you can visit the parish church dedicated to Saint George and a medieval tower which dates back to the 13th century. The little village San Domenico is a ski resort with a chair lift that carries you from 1,420 metres up to an altitude of 2,551 metres. Veglia is a pure, unspoilt  alpine pasture where there is even a natural, sparkling water spring. Over the last few years the Park Association together with the Region of Piedmont have  been organizing various activities to help understand the value of Veglia’s flora and fauna, including  numerous excursions accompanied by experts.

Valle Vigezzo

Domodossola si segue la strada che porta ai paesi di Trontano e Masera, per poi arrivare ad una deviazione da dove parte, attraverso ripide e scoscese montagne, una strada in salita che porta ad uno splendido altipiano: la Valle Vigezzo.
Questa valle, composta da sette comuni, si presenta in modo molto particolare; a differenza delle altre vallate, Vigezzo è l’unica ad avere un inizio ed uno sbocco praticabile su strada in un altro territorio. Raggiungendo, infatti, l’altipiano vigezzino, la valle sale sino a quota 800 m. a Santa Maria Maggiore, per poi scendere nuovamente raggiungendo i 200 m. di altitudine sul Lago Maggiore.

Valle Vigezzo

Il primo comune che si incontra è Druogno, famoso per il pane nero ossolano prodotto nella frazione Coimo; oltrepassati le frazioni Gagnone e Orcesco, il panorama cambia radicalmente aprendosi in un verde pianoro circondato da solari paesini sulle montagne circostanti.
Santa Maria Maggiore è sempre stato il “capoluogo” di valle, sede dell’amministrazione civile e religiosa; in Piazza Risorgimento è visitabile l’antico Palazzo Mandamentale riccamente decorato da splendidi affreschi, la Chiesa Parrocchiale dedicata alla Vergine Maria, e due musei etnografici rappresentanti due antichi e importanti mestieri che venivano praticati in valle: il Museo dello Spazzacamino e la Pinacoteca della Scuola di Belle Arti Rossetti-Valentini.

Il Museo dello Spazzacamino, ospitato all’interno di un’antica villa e recentemente restaurato con un’area interattiva, raccoglie una ricca collezione di attrezzi e oggetti che, nei tempi passati, venivano utilizzati dai piccoli spazzacamini, bambini dai 5 agli 8 anni di età che venivano consegnati ai signori delle città durante l’inverno per la pulizia delle canne fumarie dei loro enormi palazzi. La storia degli spazzacamini è molto triste, ma molti di loro sono riusciti a trovare fortuna all’estero valorizzando il mestiere stesso e rendendo celebre il nome della Valle Vigezzo. Ogni prima settimana di settembre, nel paese viene organizzato il Raduno Internazionale degli Spazzacamini, dove sfilano e si esibiscono numerose delegazioni e associazioni provenienti da tutta Europa. La Valle Vigezzo è definita anche “Valle dei Pittori”, e ne è grande testimonianza la Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini. L’antica scuola artistica, che ancora oggi ospita corsi di pittura e disegno per grandi e piccini, raccoglie al suo interno una collezione di opere appartenenti ai grandi artisti di valle, come Carlo Fornara, Cavalli, Giorgis, Rossetti Valentini, ecc., che, dopo aver appreso il mestiere di pittore, hanno cercato lavoro e carriera all’estero. Per meglio capire l’importanza di questo lavoro, basta osservare le antiche ville e palazzi passeggiando nel “pittoresco” centro storico.
Percorrendo la strada principale, si giunge ora ad un altro comune molto importante, Malesco. Da un punto di vista turistico, per i giovani Malesco offre diversi locali di svago e di divertimento, ma la sua funzione più importante è quella di essere una delle porte principali d’accesso al Parco Nazionale della Val Grande. Quest’ultimo è stato nominato parco nazionale perché è l’area “wilderness” (selvaggia allo stato naturale) più vasta d’Italia. Al suo interno opera il Corpo della Guardia Forestale dello Stato ed è presente un’area di riserva integrale in cui è addirittura vietato ad elicotteri e/o aerei panoramici di sorvolare. Per le escursioni è consigliabile un’ottima attrezzatura ed essere accompagnati da guide esperte. Da Malesco si diramano due strade che entrambe portano al Lago Maggiore: quella di destra attraversa una vallata stretta denominata Valle Cannobina, mentre quella di sinistra percorre l’ultimo tratto di valle italiana per poi scendere a Locarno attraverso le Centovalli (Ticino).

Re è l’ultimo comune che viene attraversato prima della frontiera svizzera, e per il suo importante valore religioso è meta di numerosi pellegrini. Di primo impatto, infatti, ciò che si nota in questo piccolo paesino a ridosso della montagna, è un enorme Santuario con grosse cupole di gusto bizantino. L’edificio religioso è dedicato alla Madonna del Sangue ed ingloba al suo interno la chiesetta in cui è riposto il mistico affresco della Madonna del Latte, che nel lontano 1494 sanguinò sangue dopo che un delinquente gli scagliò un sasso colpendo la figura proprio sulla fronte. All’interno della valle altre numerose strade portano ancora ai comuni di Craveggia, Toceno e Villette, tutti da scoprire assieme alle loro piccole frazioni che conservano intatta l’atmosfera della passata vita rurale.
CURIOSITA’: Da Domodossola parte un piccolo trenino elettrico a scartamento ridotto che attraversa per interno la Valle Vigezzo, le Centovalli per arrivare a Locarno. La “vigezzina”, così comunemente chiamata, grazie alla sua peculiarità non è solo utilizzata come trasporto pubblico, ma viene praticata anche da numerosissimi turisti, tanto che negli ultimi anni viene considerato un vero e proprio trenino turistico panoramico.

THE VIGEZZO VALLEY

Travelling along the road  from Domodossola towards the villages of Trontano and Masera, you come to a turn-off which takes you up a rather steep narrow, winding road, through rocky mountains and thick chestnut woods then at the top it opens out onto a  magnificent plain. The Vigezzo ValleyThis valley is quite original compared to others in that the road continues down the other side of the valley as far as Switzerland. In fact, once you reach the Vigezzo plain, the road  continues uphill as far as Santa Maria Maggiore to a height of 800m above sea level, to then descend gradually until it reaches Lake Maggiore at 200m above sea level.There are seven main villages in the Vigezzo valley and the first one you come to is Druogno. Druogno is famous for its “pane nero ossolano” , a typical brown bread, made in an area of Druogno called Coimo.

The landscape changes totally after passing through the little hamlets of Gagnone and Orcesco, it opens out into a wide meadow with little clusters of houses nestled into the surrounding mountains.Santa Maria Maggiore has always been considered the most important civic, administrative and religious centre in the valley. In the square “Piazza Risorgimento”, in fact, there are four places of interest: The old Town Hall, richly decorated with frescos,  the parish church dedicated to the Virgin Mary and two ethnographical museums showing exhibits of two important professions carried out in the area, the “Chimney Sweep Museum” and the “Rossetti – Valentini Fine Arts School”.The Chimney Sweep Museum is on display in a recently renovated  villa and has a marvellous collection of tools and equipment the little chimney sweeps used in days gone by. The chimney sweeps were usually children from the ages of 5 to 8 years old. In winter they were handed over to wealthy families in the nearby cities to clean all the chimneys in their enormous palaces and mansions. The chimney sweeps’ tale is rather sad. However, many of them made their fortune abroad by managing to give  this profession its correct value and at the same time they gave the Vigezzo Valley a good name.Every year during the first week in September “The Chimney Sweep International Gathering” is organised in the Vigezzo Valley and many delegations and associations from all over Europe take part in its  parade.The Vigezzo valley is also called “The Valley of Artists” and in fact this can be seen in the “Rossetti Valentini Fine Arts School”. This ancient school, which is still used today for art lessons, displays a collection of works of art carried out by the greatest artists in the valley. (Carlo Fornara, Cavalli, Giorgis and Rossetti Valentini are only some of them).

After having completed their training, they moved abroad to look for work and make their fortune. Strolling through the picturesque historical centre of Santa Maria Maggiore, its easy to see the touch of these artists when you observe the ancient villas and palaces.Setting off again northwards along the main road, you reach another important village, Malesco. As far as tourism is concerned, Malesco is perhaps the most exciting for the young folk as it offers entertainment and a lively nightlife. Moreover, it is also one of the main gateways into the  “Val Grande National Park”. This Park became a National Park owing to its boundless, unspoilt, wild  territory, the most extensive in Italy. The Forestry Commission works in, and takes care of this magnificent park where there is also an unspoilt natural reserve. Even helicopters and planes are not allowed to fly over this particular area.It’s advisable to have excellent equipment and an expert guide for excursions into this wild valley.Two roads fork off from Malesco, both of which take you to Lake Maggiore. The right hand fork meanders through a narrow valley, the Cannobina Valley, whereas the left one continues downhill along a narrow winding road through the Centovalli, literally “The Hundred Valleys” as far as Locarno in Switzerland.Re, the last village you come to before crossing the Swiss border, sits huddled against the mountain and attracts believers and pilgrims from all over the world. When you arrive at Re you are immediately struck by the magnificent cathedral which appears in front of you with its glorious Byzantine style domes. This cathedral is dedicated to the “Madonna del Sangue”. Story has it that in 1494 a villain threw a stone at the fresco depicting the “Madonna del Latte” hitting the figure on its  forehead. The fresco to started to bleed.  This mystic fresco is kept in a chapel within the Cathedral.There are many other roads in the valley which take you to delightful little hamlets, nestled against the mountains such as Craveggia, Toceno and Villette, where you are aware of  an atmosphere of a typical past country life. 

OUT OF CURIOSITY There’s a small, narrow – gauge electric train, locally called the“Vigezzina”, which sets off from Domodossola and travels right through the Vigezzo Valley (Centovalli) as far as Locarno. Not only is this train used for public transport but it is also becoming more and more popular with tourists because of the slow, panoramic route it follows.  

Valle Ossola – La Bassa Ossola

La prima località che si incontra, definita anche “porta d’accesso” dell’Ossola, è Mergozzo e il suo pittoresco lago. Anticamente il Lago di Mergozzo era parte del Lago Maggiore, che, con il passare del tempo, si è staccato con il deposito di detriti e residui paludosi. Il paese e il lungolago sono graziosi da visitare, ma ancor più merita una passeggiata sino al Montorfano, così chiamato per la sua forma isolata rispetto agli altri promontori, in particolare la visita della Chiesa romanica di San Giovanni Battista al cui interno è conservato un battistero paleocristiano del V sec. d.C.  Valle Ossola – La Bassa Ossola
Proseguendo a nord dopo Mergozzo si raggiunge Premosello Chiovenda, un piccolo paese dall’aspetto semplice, ma in verità detentore di una prestigiosa cava di marmo rosa famosa per aver dato origine ad uno degli edifici più celebri del mondo: “La Cava del Duomo”. La zona interessata all’estrazione del materiale è Condoglia, ed è inaccessibile salvo personale autorizzato; anticamente i blocchi di marmo venivano caricate su apposite barche che, lungo il Toce e il Lago Maggiore, raggiungevano la zona dei Navigli a Milano. Oggi la cava è ancora funzionate, ma diventata patrimonio del Duomo stesso, che ne utilizza il materiale per propria produzione. Valle Ossola – La Bassa Ossola
Salendo ancora si raggiungono Pieve Vergone con le sue numerose industrie, Piedimulera, porta d’accesso della Valle Anzasca, e l’importante Borgo di Vogogna. Vogogna è stata per secoli capitale dell’Ossola Inferiore ed ancora oggi la struttura del suo centro storico ci potrebbe raccontare la sua storia. Passeggiando nelle antiche vie medievali del borgo, si posso notare l’antico Palazzo Pretorio, al cui interno è custodito un mascherone celtico rappresentante una divinità, Palazzo Arcangeli e i resti dell’antico Castello Visconteo. Oggi, grazie ai numerosi interventi di restauro, il castello può essere visitato anche internamente, ove vengono anche allestite mostre temporanee locali.

INTRODUCTION AND LOWER OSSOLA

As soon as you cross over the western coast of Lake Maggiore with its colourful array of flowers, lush gardens and  magnificent palaces, the panorama begins to change and so does the landscape we are going to discover. We are about to enter Ossola.

Ossola  is made up of seven magnificent valleys and is situated right at the tip of Piedmont in the province of Verbania. The river Toce has its origin in the highest of the seven valleys and, after a breathtaking natural waterfall (a 143 metre drop) it flows, collecting the tributaries from the other valleys until it reaches Feriolo  where it empties into Lake Maggiore.

Mergozzo, also called “the main door into Ossola”, with its picturesque lake, is the first town we come across. In ancient times, Lake Mergozzo was part of Lake Maggiore, but over the years the depositing of  rubble and silt gradually separated the two lakes. Mergozzo, with its delightful lake front promenade, is a pretty little town. There’s an even  more beautiful walk up to Montorfano  which means “The orphan mountain”. We can understand why it is called so as it stands out alone, set apart from its neighbouring mountains. It’s also worth visiting the Romanic church “San Giovanni Battista” which treasures a 5th century palaeo-christian baptistery.

Travelling northwards from Mergozzo the next town you meet is Premosello Chiovenda. It seems an ordinary little village yet it hosts a celebrated marble quarry “La Cava Del Duomo” (The Cathedral Quarry) from where marble was extracted and used for some of the most famous buildings in the world. The marble was quarried is Candoglia and today only authorised staff is allowed access to this area. In the past the slabs of marble were loaded onto special boats which sailed along the river Toce, across Lake Maggiore as far as Navigli in Milan. Today the quarry still produces marble, however as it  now belongs to the Cathedral in Milan , the marble is used for the Duomo alone. 

Further up the road you come to Pieve Vergonte with its various industries, Piedimulera, literally “the foot of the path”, which gives access to Valle Anzasca and then the important borough of Vogogna.

Vogogna was the capital of lower Ossola for many centuries and even today its well preserved historical centre could tell us many tales. As you stroll along its narrow  medieval streets you can find the “Palazzo Pretorio”, which treasures a Celtic mask of a god, Palazzo Arcangeli  and the remains of Vogogna Castle. Valle Ossola – La Bassa Ossola

The castle is well preserved and, thanks to  recent restoration, can also be visited inside. Its rooms are sometimes used for temporary local exhibitions. Valle Ossola – La Bassa Ossola

Valle Bognanco

A soli dieci minuti dal centro della Città di Domodossola, si raggiunge la verde e fresca Valle Bognanco, definita come la “valle di Domodossola” vista la sua immediata vicinanza con il capoluogo ossolano. Bognanco non è una località vera e propria, sotto il suo nome sono riuniti diversi paesi, come San Lorenzo, detentore della vita religiosa e amministrativa, la località Fonti, rinomato centro termale famoso in tutta Italia, e tante altre caratteristiche frazioni (Graniga, Camisanca, Pizzanco, San Bernardo, ecc.). Valle Bognanco

La Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo è un edificio del 1500 con restauri del ‘700. Al suo interno conserva i preziosi dipinti del “martirio di San Lorenzo” e la “Gloria tra i Santi del Paradiso” del pittore valsesiano Lorenzo Peracino; sculture realizzate dall’antronese Giulio Gualio e altri lavori dell’intagliatore Giacomo Jacchetti di Macugnaga. Altra opera di grande valore è un quadro della Madonna, che nella parte inferiore riproduce il borgo di Domodossola sul finire del 1600. Durante gli anni ’60 negli archivi parrocchiali viene alla luce un importante documento del XIII secolo, l’unica copia della “Bolla Transiturus” esistente al mondo, lettera papale del 1240 in cui viene istituita la festività del Corpus Domini. Questo importante ritrovamento è sicuramente da ricollegare al passaggio di Papa Gregorio X nell’Ossola nel 1275; fonti dicono che la Bolla Transiturus sia un dono del Papa lasciato ai bognanchesi per la calorosa accoglienza ricevuta. Valle Bognanco

La località Fonti è il centro più animato di tutta la Val Bognanco, prende il nome dalla rinomata stazione termale, che non solo si è specializzata nella vendita di queste acque salubri e depurative, bensì in un vero e proprio centro benessere, che con l’ampio e ombreggiato parco, le piscine, gli splendidi alberghi e le numerose attività ricreative organizzate nella stagione da maggio a ottobre, offre a turisti di tutte le età una piacevole e rilassante vacanza. La leggenda narra che fu una pastorella del luogo a trovare la prima fonte di quest’acqua dal sapore particolare, in una calda giornata estiva del 1863. Inizialmente fu il parroco di Bognanco ad istituire un vero e proprio mercato di queste acque, che venivano imbottigliate e trasportate a valle a mano, con delle pesanti gerle. Subentrarono successivamente altri imprenditori, che scoprirono nuove sorgenti e fecero di Bognanco una vera e propria residenza signorile estiva. Per completare la vacanza immersa nel verde e nella tranquillità, ci si può soffermare nel delizioso Parco con le fonti per l’assaggio dell’acqua, oppure tuffarsi nell’attigua piscina termale di acqua calda. Valle Bognanco

Come tutte le valli dell’Ossola, anche Bognanco offre numerose passeggiate di alta montagna, ricche di splendida vegetazione e panorami inimitabili. Un percorso famoso ed importante anche da un punto di vista storico è il “Sentiero Stockalper”, che prende il nome dal grande mercante e uomo politico di Briga Kaspar Von Stockalper, chiamato anche “Re del Sempione” per il suo potente controllo su tutto il traffico che dal Sud a Nord Europa passava attraverso il Sempione. Il sentiero parte dalla località San Bernardo (raggiungibile in automobile e provvista di un ampio parcheggio) e si sale per circa 1 ora sino al Rifugio Gattascosa; dopo una breve sosta tra i prati fioriti e i rododendri si sale ancora sino al Passo del Monscera, per poi scendere in territorio elvetico. Consiglio: alcuni escursionisti raggiungono a piedi il Passo del Sempione e poi ritornano a Domodossola con il Postale Svizzero estivo Briga – Domodossola.

 

 

 

THE BOGNANCO VALLEY

Barely a ten minute drive from the centre of Domodossola, Ossola’s capital city, will take you up to the cool, green meadows of Valley Bognanco, sometimes called “the Valley of Domodossola”.Bognanco is not exactly a town. It’s more an area which embraces a group of quaint little hamlets (Graniga, Camisanca, Pizzanco, San Bernardo and so on) and places of interest, such as San Lorenzo, the administrative and religious centre and  Fonti, a thermal spa which is well known all over Italy.Fonti, which takes its name from its spa (Fonti means “spa” in Italian), is perhaps the liveliest centre in all of Valley Bognanco. Not only does it specialise in bottling and selling its healthy, purifying spring water, but it is also a health centre to all effects with an immense shaded park, swimming pools and magnificent hotels. From May to October entertainment is provided for tourists of all age groups in order to make their holiday as relaxing and as enjoyable as possible.

Bognanco, as in all the valleys of Ossola, offers delightful mountain walks through the surrounding lush woods, with spectacular unforgettable views. One of the most famous and historical excursions is the “Sentiero Stockalper” (The Stockalper Path). This path takes its name from Kaspar Von Stockalper, a politician from Brig in Switzerland, also nicknamed  “The king of the Simplon” due to the powerful control he had over everything that travelled from the south, through the Simplon Pass, to the north of Europe. The path starts off at San Bernardo and after a one hour walk uphill you reach the Gattascosa mountain refuge where you can stop off for a while in the flowering meadows covered in rhododenrons. The walk then continues up to the “Passo Monscera” then descends into Switzerland. Some advice Some excursionists prefer to reach the Simplon Pass on foot and then return to Domodossola by means of the summer postal bus service which travels from Brig to Domodossola. 

WE SUGGEST YOU VISIT

 The spa swimming pool, its gardens and its water spring.

Legend has it that it was a little shepherd girl who found the source of this spring water with such an original taste, one hot summer’s day in 1863. It was the local priest who at first started marketing the water. It was bottled and carried down the valley on foot in funnel shaped baskets. Later on other entrepreneur discovered new sources and turned Bognanco into a bourgeois summer holiday resort.Relax in the peace and tranquillity of the immense lush park where you can sip this purifying water and have a swim in its hot thermal swimming pool. 

San Lorenzo Parish Church.

Built in the 16th century with more recent 18th century restoration, this church exhibits two precious paintings, the “Martirio di San Lorenzo” and “Gloria tra i Santi del Paradiso” carried out by an artist from Valsesia, Lorenzo Peracino, some sculptures which are the work of Giulio Gualio  from the Antrona Valley and other works of art carved by Giacomo Jacchetti from Macugnga. There is another valuable painting in this church which portrays the Madonna and, the lower part of the picture depicts the borough of Domodossola as it was towards the end of the 17th century. An important document dating back to the 13th century came to light in the church archives during the 1960s. The only existing copy of a “Bolla Transiturus”, that is, a letter from the Pope, dated 1240 in which he decrees  the Corpus Domini festivity. This important finding is without doubt connected to Pope Gregory X’s trip to Valley Ossola in 1275. It is thought that the Bolla Transiturus was a present from the Pope to thank the people of Bognanco for their warm welcome.

Oratorio dell’Annunziata

A little church in Fonti,  which was rebuilt during the 1930s. The style and decorations used recall the Romanesque buildings. Recently a fresco depicting the Annunciation of Peracino was painted on the façade.  

Valle Anzasca

Dopo aver lasciato alle spalle il Lago Maggiore, Mergozzo e Ornavasso, si raggiunge Piedimulera, paese di accesso per la Valle Anzasca.
Salendo e percorrendo la strada interamente accompagnata dall’Anza, il torrente di valle, si possono ammirare i diversi Comuni e le loro pittoresche frazioni, ricchi di tradizioni e cultura.

Valle Anzasca

Il primo che si incontra è Calasca Castiglione, che nella frazione di Antrogna custodisce una splendida chiesa rinascimentale dedicata a S. Antonio Abate, denominata “la Cattedrale fra i boschi” per il suo ricco complesso architettonico e i preziosi affreschi. Proseguendo si attraversano gli abitati di Bannio e di Anzino, distinti tra loro ma uniti sotto l’omonimo comune. Bannio è sempre stato considerato come il paese più importante della valle come sede amministrativa e civile, tanto che ancora oggi ospita gli uffici della Comunità Montana Monte Rosa. Nel comune di Bannio Anzino è presente un gruppo molto attivo che gelosamente custodisce una tradizione storica tramandata sin dal 1600, il Gruppo della Milizia Tradizionale. Organizzato in una speciale società, si occupa della custodia delle preziose divise originali e svolge da secoli un importante ruolo devozionale (festeggiamenti della Madonna della Neve ogni 5 agosto, data di solenne voto dei paesani per protezione contro la peste). Continuando
si attraversano altri due piccoli comuni, Vanzone e Ceppo Morelli, per poi giungere infine al paese alla testata della valle, Macugnaga.

Macugnaga si presenta come un paese delle fiabe. Culturalmente staccato dagli altri paesi, conserva in ogni suo angolo tradizioni tipiche di una popolazione straniera e diversa da quella che abita le terre sottostanti, che per molti secoli ha faticato per vivere a quote elevate e in terre difficili: questi sono i Walser.

La popolazione walser è considerata una vera e propria colonia di emigrati, che nel XIII secolo si sono spostati dall’Altopiano della Valle di Goms in Svizzera (Vallese), per raggiungere le alte località della Val d’Ossola (Macugnaga, Ornavasso, Migiandone, Formazza, Agaro, Salecchio, Ausone) alla ricerca di nuove terre da sfruttare e dove poter vivere. A Macugnaga oggi non si vive solo di pastorizia e agricoltura, così come è raro sentir parlare il tipico dialetto walser. Il paese si è ben specializzato diventando un’ottima stazione turistica in grado di intrattenere i visitatori sia durante il periodo invernale, grazie ai numerosi impianti sciistici, sia durante la bella stagione estiva.
Avendo ai suoi piedi la splendida parete est del Monte Rosa, è infatti uno dei principali punti di partenza per la risalita delle principali cime del celebre complesso montuoso e delle più spettacolari passeggiate in alta quota. Poco sotto Macugnaga, scendendo a valle, potrebbe essere interessante una visita alla Miniera d’Oro della Guia, un’antica miniera utilizzata per l’estrazione dell’oro, oggi museo naturale a cui si può accedere esclusivamente con guide autorizzate.

MACUGNAGA AND THE ANZASCA VALLEY

After having left Lake Maggiore, Mergozzo and Ornavasso behind, you come to Piedimulera, the doorway to the Anzasca Valley.

Travelling up the winding road, alongside the river Anza which flows through the valley, you pass through many quaint little villages which have kept their old traditional customs.The first one you come to is Calasca Castiglione. There’s a beautiful Renaissance church dedicated to Saint Antonio Abate in an area of Calasca Castiglione called Antrogna. Because of its magnificent frescos and also the opulence of its architectural structure, it is also known as “The Cathedral in the Woods”.Going further up the valley you pass through two little hamlets, Bannio and Anzino. Even though they are two separate villages, they come under the same name, Bannio Anzino. Bannio has always been considered the most important civic and administrative centre in the valley and today, in fact the “Mount Rosa Mountain Community” offices are to be found there.There’s an extraordinary group in Bannio Anzino, the “Milizia Tradizionale”( Traditional Army). It’s a type of association which has proudly been handing down a tradition from generation to generation ever since 1600. Its duty is to take respectful care of the original precious  military uniforms and also to take part  in a solemn  festivity which occurs on the 5th August every year. On this occasion the villagers pray to the “Madonna della Neve” asking for protection against the plague.

Travelling further on, after passing through two other little villages, Vanzone and Ceppo Morelli, you finally reach Macugnaga at the top of the valley.

 Macugnaga  seems like a village out of a fairy tale. Culturally, it is completely different from all the villages further down the valley. In every single nook and cranny you are aware of a typical foreign tradition, of a people who fought for survival in such a difficult land and at such a high altitude. They are The Walsers. The Walser populations emigrated from the alpine pastures in the “Valle di Goms” in Switzerland to settle in  Val d’ Ossola (Macugnaga, Ornavasso, Migiandone, Formazza, Agaro, Salecchio and Ausone) in the hope of finding a new land to live in and to exploit. Nowadays Macugnaga no longer depends on agriculture and stock raising and you rarely hear anyone speaking the Walser dialect. In fact, it has developed over the years and is now a delightful tourist resort offering attractions both in winter, thanks to it’s ski slopes, and also during the summer period.

The magnificent east face of Mount Rosa rises from Macugnaga and invites mountaineers and hikers to attempt the ascents up to the main peaks of this famous mountain chain, offering some of the most spectacular  high altitude walks.

 

WE SUGGEST YOU VISIT

The Walser MuseumA typical 16th century style house which has been transformed into a museum in an area of Macugnaga called Borca. Apart from the building in itself,  you can also admire the work tools, ornaments and antique furniture used daily by the Walsers many years ago.·        

The Mountain MuseumThe Mountain Museum is set inside a recently restored, 18th century barn. It exhibits a collection of ancient implements and tools used by some of the first mountaineers  to ascend Mount Rosa, interesting relics of mountain tragedies and some reminders of the Walser community  which lived in the area.· 

The Old Linden TreeThis ancient Linden tree has been standing in an area  of Macugnaga called Staffa  for over 8oo years. Generation after generation met under its boughs to discuss community life matters. Markets were set up and goods were exchanged around it. It stands and silently whispers distant stories of a strong proud people.· 

The Guia Gold MineThe old Guia Gold Mine has been closed down but is now used as a natural museum. Visits are allowed only with a guide.

 

Valle Antrona

Appartata, selvaggia e misteriosa, ecco come si presenta la Valle Antrona, uno degli angoli più belli del territorio ossolano, che ancora conserva gelosamente le antiche tradizioni, usi e costumi.
Il torrente che la percorre, è l’Ovesca, affluente del Fiume Toce, che a sua volta è originato dai due torrenti di alta valle, il Troncone e il Loranco.
Punto di partenza per raggiungere la valle è Villadossola, ubicata nella piana alluvionale del Toce, che vanta un’antica chiesa romanica dedicata a San Bartolomeo e un vivace centro cittadino ricco di attività commerciali.
Salendo lungo la strada stretta e tortuosa, si attraversano i principali comuni della valle, Montescheno, Seppiana, Viganella, Antrona Schieranco, sino ad arrivare alla località Antronapiana, ultimo paese e capoluogo di valle, che prende il nome dall’antico pianoro esistente prima della disastrosa frana del 27 luglio 1642. L’enorme smottamento portò via la Chiesa Parrocchiale e 95 anime, lasciando solo dolore e povertà.

Ad Antronapiana interessante da visitare è la Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo, una costruzione della seconda metà del 1600, al cui interno si possono ammirare gli splendidi elementi artistici dello scultore antronese Giulio Gualio, tra cui il prezioso complesso dell’altare maggiore, considerato una tra le più belle opere di stile barocco del Piemonte. Conserva, inoltre, i
l fonte battesimale ritrovato tra le macerie dell’antica chiesa distrutta dalla frana di Pozzuoli nel 1642.
Attraversando la strada e il torrente Troncone, si raggiunge l’area con le Cappelle della Via Crucis, costruite nel XVII secolo lungo l’area perimetrale dell’antica chiesa per ricordarne l’esistenza. Tra i pittori che hanno realizzato i preziosi affreschi, è presente il famoso vigezzino G. M. Borgnis, artefice della XIV Cappella.

Antrona non si presenta come una valle ricca di turismo e di strutture, ma ciò non deve essere considerato come un problema o difetto. Particolari, infatti, sono la sua forma integrale ed originale conservata nel tempo, le vecchie case in pietra, le signore che indossano l’abito tradizionale per la Santa Messa domenicale, la ricca vegetazione che la circonda è un’oasi di verde e pace che attrae numerosi turisti in fuga dalle città di province limitrofe. Antronapiana è anche punto di partenza per numerose passeggiate naturalistiche ed escursioni di alta montagna, tra cui quella che raggiunge il famoso Lago di Antrona, laghetto formatosi dallo sbarramento del fiume Troncone in seguito all’antica frana, oggi meta ideale per campeggiatori e picnic all’aperto, e quella che conduce a Cheggio, da dove si può raggiungere un imponente bacino artificiale denominato “Lago dei Cavalli” e ammirare splendidi panorama.

 

 

 

THE ANTRONA VALLEY

The Antrona Valley, one of the most beautiful havens in Ossola, has a secluded, mysterious, wild feel about it, and even today preserves its old traditional habits and customs.The stream Ovesca,  which flows through the Valley and into the river Toce , has its origin from two higher mountain streams, the Troncone and the Loranco.Villadossola is the doorway into the Antrona Valley and lies at its foot, on the Toce alluvial plain. It’s a busy town with a variety of  shops and commercial activities. The ancient Romanesque church “San Bartolomeo” rises in the centre.Following the long, narrow winding road up past the little villages of Montescheno, Viganella and  Antrona Schieranco you eventually reach Antronapiana, the last and main village in the valley. Antronapiana, literally “the Antrona Plain” got its name from the immense flatland that there used to be before a disastrous landslide struck on the 27th July 1642. The landslide swept away the parish church and 95 people along with it, leaving behind only sorrow and poverty.Unlike the other valleys, Antrona doesn’t depend entirely on tourism. In fact it is delightful to see how everything has been kept the same over the years; the old stone houses, the womenfolk who wear their long traditional dresses to the Sunday Mass and the lush woodlands and fresh pastures which surround it. It can be compared to a peaceful oasis which attracts those tourists who want to get away from their chaotic city life.Antonapiana is also a starting point for numerous mountain hikes and excursions and one of these takes you up to the famous Antrona Lake. This lake was formed when the 1642 landslide fell across the Troncone river, blocking its flow. Today it is an ideal spot for campers and picnickers. Another walk takes you up to Cheggio where you can admire a magnificent artificial lake called “Lago dei Cavalli” and where the view is breathtaking. 

 

WE SUGGEST YOU VISIT

San Lorenzo Parish Church

It was built during the second half of the 17th century, enhanced with splendid artistic elements carried out by Giulio Gualio from Antrona, among which the main altar, considered one of the most beautiful masterpieces in Baroque style in all of Piedmont. The font, which was saved from the ruins of the old church after the Pozzuoli landslide in 1642, was restored and  can now be admired within the church. 

 

The Via Crucis Chapel

It was built during the 17th century as a commemoration to the previous church, in the same area where the old church had stood. G. M. Borgnis was one of the artists who painted the frescos inside. He in fact carried out the fresco in the 14th Chapel.